Mese: novembre 2019

Serenità finanziaria, quale utopica soluzione?

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Tempi non proprio eccellenti per noi addetti ai lavori per la grande cautela che istituti di credito e finanziari applicano nell’approvare un nuovo finanziamento.

La sofferenza dell’utenza è palese e reiterata. Soffrono titolari d’azienda, impiegati sia pubblici che privati, pensionati, insomma quasi tutti? Secondo me SI!

Il sovra indebitamento è sicuramente uno degli elementi più frequenti, affiancato dalle segnalazioni alle banche dati finanziarie per ritardi e omessi pagamenti.

Non è ironia ma triste realtà pensare, come disse tempo fa un mio amico imprenditore, che le banche ti aprono l’ombrello quando c’è il sole e te lo chiudono quando piove. In sostanza ti tendono una mano se devi investire e hai una situazione patrimoniale e finanziaria di tutto rispetto.

Molta gente è in difficoltà per propria responsabilità: passi falsi, investimenti sbagliati, il circolante ti dà alla testa non essendo di solito soldi tuoi e spendi oltre le reali possibilità e chi più ne ha più ne metta.

Per convinzione e per esperienza, io credo che la verità stia sempre in mezzo. Se avessi autorevoli requisiti per cambiare qualcosa. Piuttosto che un freno assoluto da parte della Banca Centrale metterei dei seri paletti per l’accesso al credito.

Il consolidamento debiti sarebbe il prodotto finanziario più dinamico ed efficiente. I consulenti dovrebbero estrarre dalle banche dati tutte le segnalazioni esistenti in quel momento e in ragione del reddito stipulare un finanziamento per l’estinzione delle stesse. Dove sarebbe la novità? La novità dovrebbe essere che in presenza di questo prodotto finanziario ovvero il finanziamento per consolidamento nessuna banca è autorizzata e deliberare altri finanziamenti, fino a estinzione. Patti chiari tra le banche e gli utenti. Pensate quanti finanziamenti sarebbero realizzati fermo restando il potere d’acquisto dell’emolumento e l’utente potrebbe realizzare il sogno forse più ambito per un debitore “la serenità”.

Ovvio che i pessimi pagatori non potrebbero rientrare in questo prodotto. Costoro rimarranno sempre e purtroppo in quel limbo che è la segnalazione bancaria per non affidabilità. E la segnalazione piuttosto che fino a 36 mesi la manterrei presente anche 10 anni.

Qualcuno penserà che si discrimini chi è costretto a rimanere segnalato. Signori miei, non so numericamente quanti siano, ma c’è gente che quando stipula un finanziamento sa già che interromperà il pagamento quanto prima. A discapito di tutti gli altri sani pagatori che sono costretti a sorbirsi tassi di interesse in alcuni casi criminali per compensare il rischio finanziario della banca.

Utopia! Si, sono solo riflessioni perché tanto torneremo al nostro lavoro con le stesse medesime domande “ha finanziamenti in corso? Pagamenti regolari? Mai ritardi? In passato ha avuto finanziamenti che oggi non sono più presenti ma che possono impedirle l’accesso al credito?” e cosi via.

I debitori probabilmente continueranno a bagnarsi mentre l’utenza più fortunata resterà asciutta.

Antonio Liga